Cos’è un marchio senza il suo nome?

Un brand è famoso anche per il suo nome… perché rimane in testa o perché viene associato alla qualità oppure a un determinato prodotto. In quanto parte inseparabile dell’identità, i nomi aiutano a presentarsi al mondo e a creare interazioni con le altre persone, anche quando si tratta di consumatori e clienti. È la prima componente dell’identità di un marchio. Dietro a ogni nome ci sono profonde connessioni personali, culturali, familiari e storiche ma anche giochi di parole, assonanze, evoluzioni. Insomma i nomi ci danno anche un senso di chi siamo, da dove proveniamo e dove vogliamo andare. I nomi smuovono emozioni e parlano alle comunità a cui apparteniamo, oltre ad aiutarci a trovare il nostro posto nel mondo.

Alcuni nomi sono evocativi, altri si legano alla geografia, al cognome di famiglia. Altri ancora sono parole composte e semi inventate o acronimi e sigle.

Una delle scelte più importanti per garantire un buon naming è trovare un lemma che descriva concettualmente ciò che rappresenta. Se si vuole sorprendere il pubblico con una parola lessicalmente lontana bisogna saper comunicare questa scelta attraverso altre strategie di marketing. Bisogna altresì considerare che la parola scelta potrebbe portare a interpretazioni multiple; in quel caso meglio preferire una formulazione che riduca al minimo la possibilità di errore.

Una volta individuata la parola da cui partire prova a non affezionarti al primo risultato e verifica i sinonimi, basta fare una ricerca sul web per vedere se il tuo concetto di base si sposa meglio con un altro termine. Aggiungendo dopo la parola in questione “sinonimi” vedrai comparire molti risultati. Potresti così trovare una o più parole che descrivono il concetto in modo più conciso di quella di partenza.  

Una volta individuato “il nome” bisogna valutarne l’originalità per non rischiare il plagio.

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